lunedì 30 aprile 2018

STAGIONE 3. EPISODIO 13.




Chiedo il permesso di scendere.
Ma non per l’ultima volta. Dico io. A differenza del Comandante Tom Chandler. (Gran Figo)
E poi vivere in un ambiente è bello quando l'anima è altrove. In città quando si sogna la campagna, in campagna quando si sogna la città. Dappertutto quando si sogna il mare. E poi perché in fondo ci siamo quasi. L’acqua salata sulla pelle e gli occhi rossi se li tieni aperti per vedere com’è il mondo. Là sotto. Le nespole divorate a colazione e il caffè freddo in bilico sulla passerella. Il profumo dell’aria di mare che sa di leggerezza e pace e un po’ di rosé per scaldare l’anima e i ricordi. 
Chiedo il permesso di scendere. Ma torno. 
Sul mare e sott’acqua. Fra i capelli spettinati dal vento e la sottile vibrazione del limbo immerso nell’abisso. Ascoltando la sera, avvolta da una coperta spessa, storie di scuole militari e viaggi oltreoceano. Affascinata dalla bellezza di esperienze diverse e appunto per questo ancora più magiche.
Cantando “quale idea” davanti a una luna dispettosa e assaporando il gusto della libertà. Accarezzando anche solo per un istante quel piccolo fragore che fra te e te dici: la bellezza. Della vita. 
Il mare che ieri era un torbido fondo di nuvola ai margini del cielo, si fa una striscia d’un cupo sempre più denso ed ora è un grande urlo azzurro al di là d’una balaustra di colline e case. 
E io sono qui. Ora. 
Al di là della routine cittadina e dei pensieri tumultuosi e chiassosi. Adesso. 
Capitano chiedo il permesso di scendere. 
Permesso accordato. 
Sull’attenti. Chandler se ne va e la ragazza triste fa da spettatrice.
Tornerà anche lui. Tom.

[ The last ship. Addicted.]

Ps. Ordine dall’alto: agnolotti del Plin e salsiccia di Bra. Che fanno poca estate, 
ma tanta gioia. 

giovedì 26 aprile 2018

Maggio non ti temo.



Maggio torna. Come tutti del resto. 
Puntuale come un orologio svizzero- ogni anno- bussa alla porta, e oltre le tanto belle cose che si porta appresso- già decantate peraltro- ricorda quasi con arroganza anche l’altra faccia della medaglia. 
In ordine menziono:
Polline. 
Quindi allergia. 
Caldo masai. 
Quindi integratori a iosa. 
Piogge asiatiche. 
Quindi sbalzi umorali. Ma anche immorali. 
Estate. 
Quindi bikini. 
Quindi prova costume. 
Quindi corri Ilaria. E non fermarti mai. 
Quindi non basterà. 
E quindi fanghi. Guam. 

E con Guam mi stoppo. Perché solo chi ha provato cosa significhi arrotolarsi stile salsiccia compressa in kilometri di pellicola per un buon 45 minuti fra la puzza-la pazienza-il fastidio- e la preghiera al miracolo- sa. 
Che la camminata su carboni ardenti o scalata sull’Everest in confronto potrebbero diventare una barzelletta. 
L’importante tuttavia è rimanere molto concentrati e alla larga da agenti esterni e (tragicamente) molto invitanti. 
Esempio? 
L’ultima mia è a 50 passi da casa ( pure vicina ) e si chiama “temerario”. E soprattutto non è una serie di squat in bilico su una pallina da tennis. 
I fanghi per fortuna funzionano. Davvero. 

Maggio ti aspetto. ( e non ti temo ).

martedì 24 aprile 2018

E' PRIMAVERA / DAVVERO

1,2,3 prova. Ci siamo?
Prova. Prova.
Confermato. Passo.

Così ho letto. Ho sentito. Ma ne dicono tante.
E io che negli altri ripongo la fiducia -quella vera- dopo anni e ancora, non so mica.
Sono già stata bruciata con la storia del principe azzurro, quel maledetto aggiungo. Che ho idealizzato dal primo Cenerentola in avanti, e poi ho dovuto ricredermi scoprendo me medesima l'unica ancora di salvezza, ci sono rimasta. E anche male.
L'ho superata.
Ma l'arte dell'aspettare, questa no. Faccio fatica. Maggio che non arriva mai. Che ad aprile ti illude per poi sorprenderti con piogge torrenziali e serate novembrine in grande stile. Una sorta di falso gaio cesto d'amore, che come dice qualcuno, amore poi non è mai. E continua il freddo.
La primavera per me è questo, l'inizio del sapore della felicità. Le giornate che si allungano. I tramonti oziosi e lussuriosi che regalano scenari romantici e infiniti. I cappotti buttati in armadi e i bentornati alle giacche di pelle. Il sole che irradia la pelle e i sorrisi. Il cono pistacchio e gianduja. Gli aperitivi in terrazzo incorniciati da vino bianco ghiacciato e birre aperte con l'accendino. Le corse al Valentino e le passeggiate accompagnate da venti tiepidi. Il film dell'estate che verrà. I tormentoni delle radio da cantare al semaforo con finestrino abbassato. I profumi di gelsomino e di salsedine. Le gambe nude e una camicia oversize. La voglia di un bacio sul collo e di un abbraccio eterno.
E Viola che mi chiede come faccia a vivere in una città senza mare la capisco. In pieno.
Lo disegno. Ecco come faccio. Nei pensieri. Nelle parole. Nelle fantasie. E poi ci arrivo, a toccarlo. E a immergermi.
Il costume bagnato e il pareo che diventa gonna. I capelli ricci che mi piacciono. Anche arruffati.
L'insalata di riso e il basilico fresco sui pomodori. Rigorosamente cuori di bue. Un bagno che farò il prossimo weekend in acqua gelata. E un desiderio da esprimere. Perchè le prime volte di ogni anno vanno celebrate. Con un sogno.
Domani 25 gradi e sole a palla.
E' primavera. Davvero.
Ri-passo e chiudo.

mercoledì 18 aprile 2018

PUNTINI PUNTINI PUNTINI (...)

Mercoledì sera. Una chiamata da Luca per consigli sentimentali. ( a me? c'è coraggio in giro direbbe Allegra). Allegra- per l'appunto- in balia dei suoi bambini e di una torta al cioccolato forse bruciata. (tiè!). Io  spalmata sul divano con Iqos e un bicchiere di acqua limone e zenzero. Giulia  mi whatsappa ricordandomi il golf dimenticato sul suo letto a Milano. Ed è arrivata la primavera. Mi dico. Ora mi organizzo. Anche col cambio di stagione e con l'umore.
Aggiungi A mano mano di sottofondo e Saramago stropicciato sul cuscino. Qualche foto scema con aforismi altrettanto scemi da mandare in varie chat e riderci su. Un minuto fa toccava a quella di maria che dopo aver visto modelli e ballerini mezzi nudi torna ogni sera comunque da Costanzo. Aggiungi la ormai classica fettina di pollo alla piastra e la saga della mia dieta never-ending. Aggiungi Viola -pronta per il grande tennis- che mi chiede quanto sia contenta per il fine settimana al mare e io che ne sono entusiasta perchè non vedo l'ora di essere al country. Ma non era questa la risposta giusta. Aggiungi che sto tornando a intuire la felicità anche dopo un'ora di corsa con visioni mistiche. Aggiungi Marco che mi telefona per dirmi che mi aspetta a Genova. Nella mia adorata Zena. Aggiungi che sto pregustando il profumo della salsedine e del vento. Aggiungi quei dannati Kellogs al cioccolato, anzi con pepite di cioccolato, a cui ho appena detto un sonoro NO. Con orgoglio. Aggiungi una doccia tiepida e Battisti canticchiato goccia dopo goccia. Aggiungi una lista di posti che desidero vivere e respirare.  Aggiungi una nuova serie tv che mi terrà compagnia per almeno un mese. Aggiungi qualche stimolante sfida per il puro gusto di vincerla. Aggiungi i miei vicini al mare che mi aspettano venerdì sera per stare insieme. Aggiungi il pensiero di un tizio che ha riconosciuto il mio accento di Palermo centro. Lui bulgaro, io piemontese. ( ma va bè). Aggiungi questa sera tutto quello che vuoi. Voglia di baci lunghi e passionali. Sorprese che lasciano prima il fiato sospeso e poi stringono il cuore fino a farlo impazzire. Parole non dette e pensieri proibiti. Traguardi raggiunti e sonore sconfitte. Ragazzi belli che non ballano e non sanno nemmeno far ridere. Estratti di zenzero carote mela e spremute di vita -qui e ora. Occhi azzurro-verde che possono colpire e chissà. Ricette di cucina, alta cucina, e ricette d'amore- pronte a essere infornate. E poi?
Puntini puntini puntini...

martedì 17 aprile 2018

Volemose bene.

Ore 13.38. Ieri.
Corso Moncalieri trafficata, ma nemmeno troppo. Una macchina inchioda di colpo e quella dietro la cilindra. In pieno.
Chiudo gli occhi. Non ci voglio credere. Non è un incubo? Ti prego fai sì che lo sia. Non lo è.  E vedo pezzi della mia cinquecento in terra. Io sono quella che ha tamponato. Ai posteri ardua sentenza. O meglio, ai periti.
Nessuno si è fatto male. Questo è il punto primo.
Il punto secondo è un giallo. Un tergicristallo inerme senza proprietario. Nel dubbio lo prendo e lo tengo come ricordo. O perchè nel trambusto non riesco a capire: mio? suo? di chi? Fusa. Totale.
Punto terzo. Mi sono spaventata. Trattengo a fatica le lacrime e in preda a una crisi isterica blatero a me stessa qualcosa e sento cuore e testa sommersi in mare. Splash. Fluttante oscillo fra pensieri sconclusionati e ragioni senza tempo. Alla fine della fiera è andata benone. Il Boss si augura solo non si alzi troppo il premio dell'assicurazione. Mi rituffo in mare. Io che posso dire di essere cresciuta fra onde  maestrali e corpi morti. Non ho paura. Al diavolo la piega e la perfezione da miss bikini trucco e parrucco on the beach. L'immancabile gran classico della tipa "coiffata" e meritevole di premio per resistenza di ore sul lettino senza cedere alle lusinghe di un bagno fresco.  Onore pure a lei.
Ma io sono da tuffi. di testa. a bomba. a candela. e vince chi sta più sott'acqua.
La sensazione dell'ignoto mi affascina. Il blu dell'acqua. L'ossigeno che manca. E poi risalire. Nuova. Diversa. Ma sempre io.
Il mare chiama. Ovunque tu sia. Anche se sei lontano kilometri, e i ricordi incostanti di salsedine e sabbia si sbiadiscono su cartoline di memoria. Perchè è ancora aprile. Ma c'è un bel sole, lassù.
Dovrebbe essere arrivata la primavera. Lo dico sottovoce, che il rito scaramantico negli ultimi tempi è d'obbligo.
Martedì 17. Volemose bene.

lunedì 16 aprile 2018

Tutto a posto. Niente in ordine.

E' come la scena finale di un film. Si spera tuttavia non drammatico. Ma comunque un finale.
Inquadratura iniziale piuttosto sfocata. Qualche decimo di secondo e l'immagine si rende via via più nitida. Si comincia a intravedere qualcosa di scuro e una forma si staglia all'orizzonte. La Mole.
La sequenza rossa di Fibonacci in primo piano. 1-1-2-3-5-8-13.. e magicamente il cielo si tinge di blu. Blu nero. Plumbeo.
E' sera. Tarda. Molto. Buonanotte. Torino.
The end. Titoli di coda. Ringraziamenti e tante care cose a voi e famiglia.
Era così che avevo deciso di terminare, perchè se non fosse stato amore nulla avrebbe avuto più senso.(Sciocca).

Sono passati anni e ci risiamo.
Si torna sempre, anche dove si è lasciato dell'irrisolto. E allora torno pure io, mi dico. Che di irrisolti sono campionessa mondiale e pure olimpica. Torno per rimettere insieme i pezzi di un puzzle che avevo scaraventato in mezzo alla stanza. Torno e provo a riordinare i desideri a metà e a spazzare falsi miraggi. Torno per il gusto di assaporare nuove sfide e le sorprese che verrano. Torno per riassemblare frammenti di sogni sospesi in un limbo mai definito. E torno a scrivere. Dondolandomi fra  parole e  punti interrogativi, che precisi si presentano quotidianamente stando lì a godersi i miei dubbi.
Torno a raccontare di amore e libertà e leggerezza.
Torno per la magia di immergersi in un proprio mondo. A volte anche sconosciuto.
Torno perchè è doveroso farlo. E ancora di più riprovarci. Perchè ciascuno ha la propria Itaca a cui volgere speranzoso uno sguardo per poi riapprodare.

Si sono aggiunti in ordine:
-due capelli bianchi trovati con orrore un mese fa.
-passaggio di categoria Fit. (ovazione, grazie.)
- sogno infranto scaraventato velocemente dalla finestra (perchè nei cassetti è sempre pericoloso nascondere le sconfitte. Che poi vai a sapere,un giorno per sbaglio riapri..).
-bozza di un libro sempre più impolverata e sommersa da dizionari e vocabolari dell'ante guerra.
-due persone speciali che hanno saputo porgermi non due mani: Duecentomila.
-trovata scuola per patente nautica. (attenzione attenzione)
-slanci incontrollabili e sconsiderati per il torinomule e kellogs extra con cioccolato.
-approfondimenti giornalieri e meticolosi sul futuro del capricorno - che pare pazzesco.(cornetti scongiuri  toccate di ferro e riti scaramantici, prego non lesinare. Grazie.)
-passione sempre più passione per baci risate e tramonti. 
etc etc etc...


lunedì 22 febbraio 2016

Inizio settimana

Lunedì mattina. Ore 8.40.
Desiderare di rotolarsi fra le lenzuola del letto ancora per dieci minuti. Con calma.
La sveglia non suona, o è quello che si pensa. In realtà si è persa nei sogni. Nel dormiveglia.
Quando gli occhi si aprono il cuore sta già pulsando forte. A mille.
Ritardo. Ritardissimo. Ritardo nero. Come sempre.
Doveva essere una doccia calda. Prodotti di tutti i generi per spazzare l'ansia di una nuova settimana da affrontare. C'è pure una nuova maschera per i capelli da lasciare in posa per dieci minuti. Alla faccia della frivolezza. Alla faccia di chi giudica senza sapere. Alla faccia di chi non conosce e ha paura di farlo. Non per la maschera dei capelli. Per la vita. Soprattutto quella altrui.
E' lunedì. In piazza San Carlo non c'è anima viva. In via Roma il deserto. Ma non importa, ci sono gli Oasis che cantano what's the story morning glory nell'ipod. Come un flash appare nella mente la musicassetta di quell'album. La musicassetta.
Torino è grigia. Fredda. Lontana. A tratti snob. Ma comunque bella. Da qualsiasi angolo la si guardi.
La mia Torino.
Pensieri pesanti si intrecciano con miraggi vissuti. La verità prende forma e si discosta dalla finzione. Anzi  la schifa. La schernisce. Le volta le spalle.
Un saccottino al cioccolato, un caffè, e le risate al telefono con la migliore amica.
Qualcosa è cambiato. Tutto. Nulla. Chissà.
La leggerezza torna ad avvolgere le emozioni. Forse ci siamo. Forse le matite colorate riescono a disegnare ancora. Nuovi quadri.
La musica ora è un'altra.
Vorrei alzare a manetta il volume ed essere una cantante, sapendo cantare ovviamente. 
Lo tengo come sogno proibito nel cassetto.
Con Samantha Fox e i capelli biondi al vento si è pìù agevolati. Diciamolo.
Quindi Lambada?


Tua Titti