giovedì 26 aprile 2018

Maggio non ti temo.



Maggio torna. Come tutti del resto. 
Puntuale come un orologio svizzero- ogni anno- bussa alla porta, e oltre le tanto belle cose che si porta appresso- già decantate peraltro- ricorda quasi con arroganza anche l’altra faccia della medaglia. 
In ordine menziono:
Polline. 
Quindi allergia. 
Caldo masai. 
Quindi integratori a iosa. 
Piogge asiatiche. 
Quindi sbalzi umorali. Ma anche immorali. 
Estate. 
Quindi bikini. 
Quindi prova costume. 
Quindi corri Ilaria. E non fermarti mai. 
Quindi non basterà. 
E quindi fanghi. Guam. 

E con Guam mi stoppo. Perché solo chi ha provato cosa significhi arrotolarsi stile salsiccia compressa in kilometri di pellicola per un buon 45 minuti fra la puzza-la pazienza-il fastidio- e la preghiera al miracolo- sa. 
Che la camminata su carboni ardenti o scalata sull’Everest in confronto potrebbero diventare una barzelletta. 
L’importante tuttavia è rimanere molto concentrati e alla larga da agenti esterni e (tragicamente) molto invitanti. 
Esempio? 
L’ultima mia è a 50 passi da casa ( pure vicina ) e si chiama “temerario”. E soprattutto non è una serie di squat in bilico su una pallina da tennis. 
I fanghi per fortuna funzionano. Davvero. 

Maggio ti aspetto. ( e non ti temo ).

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